Ci siamo mai domandati se le regole che vorremmo fossero rispettate dal bambino siano state formulate in maniera chiara, ovvero comprensibile?

 

 Nel “1° PASSO” vi forniremo alcuni consigli su come stabilire e concordare regole utilizzando una modalità di comunicazione efficace ed impiegando un linguaggio chiaro e semplice, che possa facilitarne la comprensione.

 Comprendere le regole a volte non basta; nel “2° PASSO” andremo a scoprire insieme alcune indicazioni utili per gestire le regole stabilite. Ci occuperemo quindi di confrontare diverse modalità educative, evidenziando per ciascuna vantaggi e svantaggi. Verranno inoltre forniti consigli su come far ricordare al bambino le regole precedentemente formulate, ossia richiamarle alla mente ogni volta che occorrerebbe rispettarle.

 Può succedere, però, che nonostante gli accorgimenti messi in atto il bambino non riesca comunque a mettere in pratica le regole stabilite. Nel 3° PASSO vedremo insieme come individuare le motivazioni della mancata riuscita e riformulare le regole quando queste non risultano efficaci, in base alle caratteristiche del bambino.

 

  


 Secondo numerosi studi riguardanti la comunicazione, oltre che l’utilizzo delle parole e della sintassi (comunicazione verbale) e dei movimenti volontari e involontari emessi mentre parliamo (comunicazione non verbale), di cruciale importanza è quella che si definisce “comunicazione paraverbale”.

 Il 55% della comunicazione viene recepita attraverso canali non verbali, il 38% attraverso canali paraverbali e solo il 7% della comunicazione attraverso il canale verbale (Meahrabian, A. - 1981).

  La comunicazione paraverbale è quell’area della comunicazione che si riferisce a parametri come il tono della voce, la velocità con cui parli, il volume e il timbro vocale. Si fa riferimento al modo in cui dici qualcosa, cioè al come, non a ciò che dici in sé per sé.

 Il tono della voce è uno strumento potente che, a prescindere dal contenuto verbale, fa assumere a quello che dici uno specifico significato e ha sempre un impatto emotivo (rabbia o serenità, felicità oppure tristezza) su chi ti ascolta. Se vuoi essere ascoltato con maggior interesse, assicurati quindi di modulare il tono della tua voce in base al contenuto emotivo che vuoi trasmettere.

 Alzare il volume della voce, o perfino urlare, è il modo più facile per non farsi ascoltare; chi ascolta si sentirà aggredito e di conseguenza tenderà a chiudersi in difesa, oppure ad opporsi, in ogni caso senza più prendere in considerazione ciò che state dicendo.

  Pensateci bene, voi ascoltereste qualcuno che vi urla contro?

  


 Le frasi interrogative retoriche veicolano domande alle quali non è previsto che chi ascolta dia una risposta in quanto chi è già implicita nella domanda stessa.

 Chi ascolta ha quindi 3 possibilità di risposta alle frasi poste in questa modalità:

  •  la prima è essere costretto a rimanere in silenzio, sperimentando uno stato di frustrazione che può manifestarsi con rabbia o aggressività

  •  la seconda è rispondere con una risposta che convalida quello che è stato sottointeso mettendo in evidenza che l’opinione dell’interlocutore non conta e, quindi, minando la sua autostima

  •  la terza opzione è che la domanda retorica provochi una risposta diversa o opposta, determinando effetti inaspettati e spesso indesiderati (conflitto)

 

 L’utilizzo di frasi di tipo affermativo permette l’espressione di un concetto, di una richiesta o di una regola in modo chiaro, aumentando così la probabilità che questa venga compresa e quindi messa in atto.

 

 

 


  Per assicurarsi una effettiva comprensione delle regole è bene che queste vengano formulate in ✔️POSITIVO, evitando il più possibile i “non”, i quali solitamente indicano un 🚫divieto, cioè ci dicono cosa non dobbiamo fare ma non suggeriscono un’alternativa possibile e più funzionale!

🧠 Recenti studi del Center for Neuroscience and Cognitive System di Rovereto spiegherebbero che il nostro cervello risponde in maniera significativa a frasi positive rispetto a quelle negative.

👨‍🔬I ricercatori, infatti, mettendo in relazione linguaggio e azioni (movimento della mano), attraverso la presentazione di frasi positive e negative, hanno osservato che gli impulsi elettrici che raggiungono la mano (per scrivere) quando i soggetti leggono azioni positive sono più intensi rispetto a quelli evocati da azioni negative.

 A livello più pratico, le frasi espresse in forma negativa, inoltre, concentrerebbero in maniera involontaria l’attenzione su cosa non fare, piuttosto che su cosa fare (obiettivo inverso per comprensione ed esecuzione di una regola).

 Oltre che far compiere uno “sforzo” maggiore al cervello, le negazioni, dunque, non ci farebbero ottenere gli stessi risultati per la comprensione delle regole. L’utilizzo delle frasi in positivo farebbe, quindi, “risparmiare energie” al nostro cervello, e non meno importante, favorirebbe lo svilupparsi del pensiero positivo che permette un maggiore benessere generale, e perciò anche didattico.

 


  Lo stile educativo è la combinazione della nostra capacità di guidare e supportare l'altro nel processo di crescita.

 

A prendersi cura di un'altra persona si impara nel tempo: l'uso delle regole nella quotidianità della relazione ed il modo in cui queste vengono espresse riflette lo “stile educativo” che ognuno di noi adotta. Ma cos'è lo stile educativo?

👩‍🏫👨‍🏫 Quando parliamo di stile educativo facciamo riferimento ad un insieme di comportamenti e di modalità comunicative che sono il prodotto delle nostre personali esperienze passate, ovvero di ciò che abbiamo vissuto ed appreso (dai nostri genitori, nonni, zii,...). Esattamente allo stesso modo di quando decidiamo di cucinare qualcosa e seguiamo la ricetta di un familiare a noi caro: è quella che conosciamo meglio e quindi tendiamo a riproporla! 

 Allo stesso modo accade quando impariamo a prenderci cura degli altri: ci rifacciamo a quello che abbiamo sperimentato, senza mancare di aggiungere un tocco personale alla ricetta! 🍝

 Gli stili educativi derivano dalla combinazione di due aspetti:

  • 🛂 CONTROLLO: ovvero tutte quelle azioni volte a gestire ed indirizzare il comportamento (ad esempio, stabilire delle regole)

  • ❤️SUPPORTO: ovvero il sostegno, il calore e la disponibilità ad accogliere i bisogni emotivi (ad esempio, ascolto e conforto rispetto alle difficoltà manifestate)

 Entrambi gli aspetti sono utili e necessari per prendersi cura dell'altro, tuttavia trovare un giusto equilibrio tra i due aspetti è fondamentale ma non è una ricetta sempre semplice da realizzare!

 A seconda della modalità con cui controllo e supporto si incastrano avremo differenti stili educativi. Gli esperti hanno evidenziato che possono esserci modalità differenti per stimolare comportamenti adeguati e vantaggiosi.

Quali sono le tue? Come descriveresti il tuo stile educativo?

 


 Uno stile educativo caratterizzato da alti livelli di controllo e bassi livelli di supporto viene definito “autoritario”.

 

Come riconoscerlo?

Assumere uno stile autoritario significa sentire fortemente la necessità di riuscire ad avere un buon controllo su ciò che accade all’esterno, cosi come sviluppare aspettative elevate nei confronti dell’altro; tuttavia sono proprio questi aspetti che portano a volte la persona ad assumere comportamenti poco flessibili e poco tolleranti nei confronti degli imprevisti.

Molto spesso chi assume questo stile porta con sé esperienze in cui ha imparato che commettere un errore può determinare conseguenze emotive particolarmente negative 😱😭, come ad esempio sentirsi giudicati aspramente; ed ecco che, nel tentativo di evitare queste conseguenze spiacevoli, cerchiamo di avere tutto sotto controllo e proviamo ad evitare a tutti i costi l’imprevisto. 🛂

L’aver trovato strategie per evitare sensazioni negative ci fa sentire bene ed al sicuro... ecco perché cerchiamo di condividerle ed insegnarle a chi ci sta più a cuore ❤️: perché in questo modo cerchiamo di proteggerli da eventuali esperienze dolorose.

Tuttavia l'utilizzo di questo stile non è poi cosi vantaggioso come sembra! 🤔

Ad esempio nell’ambito scolastico 👩‍🏫e dell’apprendimento 👨‍🏫 gli esperti hanno osservato che uno stile educativo autoritario ha ripercussioni su:

  • autonomia: avere la conferma della correttezza di quanto si sta facendo significa mettersi al sicuro, trovando nella conferma dell’altro le rassicurazioni necessarie per mettere a tacere il timore di commettere un errore! 😱

    Potrebbe accadere che in assenza di tali conferme lo studente non prosegua nello svolgimento delle attività, o ancora che aspetti l’esperto con cui è abituato a svolgere le attività per iniziare. La dipendenza dall’altro infatti non è quasi mai in realtà determinata da assenza di risorse, competenze o abilità, quanto piuttosto dal bisogno di conferma della correttezza di quanto si sta facendo.

  • rendimento: proteggere lo studente dalla possibilità di sbagliare non gli consente di sperimentarsi liberamente e quindi di apprendere nel tempo dai propri errori strategie personali di gestione delle difficoltà con effetti consistenti sul rendimento scolastico!

  • benessere emotivo: gli studenti che fanno riferimento ad adulti esperti con uno stile educativo autoritario sperimentano minore benessere scolastico! Frasi del tipo “Hai fatto il tuo dovere” di fronte ad un successo, oppure “Si poteva fare di più...” di fronte ad un risultato non eccellente, vincolano la soddisfazione al giudizio dell’altro e non attribuisce valore all’impegno ed allo sforzo richiesto per il raggiungimento di quel risultato. La dipendenza dal giudizio dell’altro comporta una mancanza di riconoscimento dei propri successi e delle proprie capacità, sviluppando scarsa autostima. Tutto questo determina una quotidianità fatta di ansia e timore di sbagliare. 😳

 


 Uno stile educativo caratterizzato da bassi livelli di controllo e alti livelli di supporto viene definito “permissivo”.

 

Come riconoscerlo?

Assumere uno stile permissivo significa non applicare forme di controllo né avere aspettative nei confronti dell'altro attribuendogli un eccessiva libertà ed autonomia.

Molto spesso chi assume questo stile porta con sé esperienze in cui dopo aver espresso i propri bisogni ha ricevuto risposte imprevedibili (a volte consensi, a volte dissensi alla medesima richiesta) dalle figure di riferimento; tale imprevedibilità nelle risposte degli altri può portare a credere che i propri bisogni non siano importanti e che il modo migliore per dimostrare all'altro tutto il nostro affetto sia l'essere quanto più accondiscendenti possibile nei suoi confronti. ❤️

Proprio per questo chi assume uno stile educativo permissivo spesso fornisce poche regole e quando queste sono definite possono risultare incoerenti o non vengono mantenute. L'assenza di regole sembra equivalere quindi ad assicurarsi l'amorevolezza da parte di coloro di cui ci prendiamo cura!

Tuttavia l'utilizzo di questo stile non è poi cosi vantaggioso come sembra! 🤔

Ad esempio in ambito scolastico 👩‍🏫e dell’apprendimento 👨‍🏫 gli esperti hanno osservato che uno stile educativo permissivo ha ripercussioni su:

  • autonomia: recenti studi hanno hanno evidenziato che dimensioni quali il supporto e l’incoraggiamento della famiglia verso l’autonomia dello studente sono correlate ad una buona competenza sociale, ad una buona autostima e senso di efficacia personale negli studenti. Tuttavia questo non implica l'assenza di regole; lo studente ha bisogno di essere indirizzato da una guida esperta nella ricerca della strada più efficace per lui. Incoraggiare alla sperimentazione quindi significa imparare a rispettare se stessi e gli altri

  • motivazione e rendimento: “Se non faccio il mio dovere non seguirà alcuna conseguenza, quindi: perché impegnarmi per qualcosa che mi costa fatica?!” L'assenza di regole determina assenza di motivazione estrinseca allo studio, riportando cosi conseguenze sul rendimento scolastico. L’adulto permissivo tende a sostituirsi pur di evitare allo studente le conseguenze delle sue scelte, rinforzando l’idea che i risultati si possano sempre ottenere senza impegno.

  • benessere emotivo: gli esperti hanno rilevato che il modello permissivo è associato a difficoltà sul piano personale e sociale degli studenti, i cui comportamenti possono essere da un lato inibiti e poco determinati😕, mentre dall’altro aggressivi ed oppositivi.😠

 


 Uno stile educativo caratterizzato da quantità di controllo e di supporto in equilibrio viene definito "autorevole”.

Come riconoscerlo?

Assumere uno stile autorevole implica il far sperimentare ai propri figli il sentirsi amati e accettati per ciò che sono. 🥰

La gestione di ciò che riguarda il comportamento passa attraverso l'impiego di linee guida fisse e coerenti nel tempo che permettono di crescere con equilibrio e sicurezza, nei confronti di se stessi e degli altri. Chi adotta questo stile educativo non teme il distacco dalle persone a lui care, in quanto nella sua vita ha sperimentato di poter esplorare in autonomia il mondo esterno; inoltre provare diverse emozioni è normale e per nulla pericoloso! Infatti i pericoli⚠️sono considerati affrontabili ed in caso di difficoltà è sempre possibile avvalersi dell’aiuto di una persona cara🤝❤️

Il genitore autorevole incoraggia quindi la libera sperimentazione indirizzandola lungo strade🛣️in cui i pericoli non vengono nascosti o eliminati, ma riconosciuti e gestiti. L'uso del dialogo e della condivisione aiutano a favorire il ragionamento, necessario a favorire la comprensione alla base delle regole che vengono prefissate. 🛑🖐️Obiezioni e rifiuti vengono affrontati e gestiti sollecitando riflessioni condivise, considerando i rifiuti non come capricci, dispetti o opposizioni immotivate ma piuttosto come comportamenti prodotti da specifiche motivazioni; pertanto fermarsi e riflettere sulla motivazione del rifiuto è la modalità maggiormente usata dalle persone che adottano tale stile educativo, evitando la mera imposizione. 

In questo modo vengono fatte rispettare le regole, con fermezza, ma senza imposizioni riuscendo a valorizzare autonomia e disciplina 

👨‍🔬 Gli esperti hanno inoltre rilevato che gli stili educativi genitoriali costituiscono il clima emotivo in cui il bambino viene cresciuto, assumendo una rilevanza tale da condizionare il modo in cui quest’ultimo vive le relazioni in contesti esterni alla famiglia, compreso quello scolastico!

👩‍🔬 Dalle ricerche è infatti emerso che uno stile educativo autorevole ha ripercussioni su:

  • autonomia: favorisce la capacità di adattamento - se chi chi assume un ruolo educativo attribuisce fiducia allo studente lasciandolo libero di sperimentare lungo una strada con le opportune linee guida, quest’ultimo imparerà ad apprezzare ciò che non conosce percependolo come interessante e stimolando la sua naturale curiosità.

  • motivazione e rendimento: previene situazioni di rischio e comportamenti devianti - fornire regole chiare e coerenti permette di promuovere la consapevolezza e la responsabilità dei propri comportamenti; indicare ciò che non deve essere fatto al fine di evitare una punizione non mi motiverà a non fare, piuttosto formulare delle regole che indichino il comportamento da tenere per ottenere ciò che desidero inciderà molto di più sulla mia motivazione! 

  • benessere emotivofavorisce la socializzazione degli adolescenti - chi assume un ruolo educativo riesce attraverso i propri comportamenti a comunicare all’altro che va bene così com’è, con pregi e difetti. Più quest’ultimo si sentirà apprezzato per ciò che è e non per ciò che fa, più si sentirà sereno nella socializzazione con gli altri.

🚨 Modificare il proprio stile educativo può non essere semplice; tuttavia se non riusciamo a trarre vantaggio dallo stile educativo assunto fino ad ora chiedere supporto ad un professionista può essere una soluzione per trovare la strada per vivere la propria genitorialità in modo sereno ed equilibrato!

 


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