Una buona organizzazione permette una maggiore attenzione!

Le ricerche dimostrano che gli studenti che hanno risultati migliori organizzano l’attività di studio con un programma di lavoro distribuito nel tempo, rispettando così impegni e scadenze (De Beni e Modè, 2000).

  

    •  Non dare per scontato il tempo da dedicare alle pause tra un compito e l’altro. Può servire al bambino per restare più concentrato nell’attività successiva. Definiscile prima di iniziare cosi anche il bambino avrà chiaro quando potrà concedersi un momento di svago prima di riprendere le attività.

    •  Limitare le distrazioni durante lo svolgimento dei compiti può essere davvero utile, ma altrettanto utile è comprendere ciò che è realmente una distrazione. Non è detto infatti che ascoltare la musica durante lo svolgimento dei compiti sia una distrazione, per alcuni può aiutare la propria concentrazione! Anche lo scarabocchiare mentre qualcuno parla potrebbe essere inteso come elemento di distrazione, tuttavia gli studi hanno dimostrato che tale comportamento aiuta a mantenere la concentrazione e riduce le distrazioni.

    •  Il tempo da dedicare allo studio non è uguale per tutti. È fondamentale dare indicazioni chiare sulle tempistiche per lo svolgimento dei compiti tenendo conto del carico di studio per ogni materia. Stabilire quindi quali materie necessitano di maggior tempo per essere portate a termine e quali invece richiedono meno tempo aiuterà il bambino a diventare più autonomo e a scegliere il giusto tempo per ogni materia.

 

 


 Ti è mai capitato di leggere molte volte lo stesso capitolo prima di riuscire a memorizzarlo? Non disperare! Può succedere!

   Imparare un buon modo per apprendere non è cosi semplice come si possa pensare!

  

Introdurre nuove informazioni significa anche sapere quali conservare e quali ignorare.

Alcuni di noi potrebbero tendere istintivamente a voler conservare tutto, valutando ogni informazione come importante (quando si dice: imparare a memoria!); altri, davanti ad un argomento che suscita scarso interesse, potrebbero tendere a considerare poco importanti la maggior parte delle informazioni (studio superficiale).

 Conoscere come funziona il nostro cervello può venirci in aiuto!

Possiamo immaginare che la nostra memoria funzioni un po' come una grande cassettiera: la prima volta che introduciamo nuove informazioni finiscono in un primo cassetto ma questo è davvero molto piccolo; poiché noi introduciamo costantemente nuove informazioni, il cassetto si riempirà velocemente.

Le informazioni che sono sul fondo del cassetto avranno presto bisogno di un nuovo posto e per questo, se sono abbastanza importanti, verranno riorganizzate e trasferite in un secondo cassetto, questa volta più grande e più capiente in cui potranno rimanere per un tempo maggiore.

Aprire spesso il secondo cassetto ci permette di rivedere le informazioni che sono al suo interno, rendendole sempre più stabili; ecco perché ripetere è cosi importante per consolidare le nuove informazioni!

 Le parole sono importanti, ma non tutte in maniera eguale. Ce lo suggerisce anche il funzionamento della nostra cassettiera!

 Suggerimento: prima di iniziare a studiare un libro, leggi con attenzione l’indice, i titoli di ogni singolo capitolo e delle sezioni principali, focalizzati sulle immagini e sulle parole chiave suggerite!

Ti aiuterà a non affollare il primo cassetto e a rendere più agevole il passaggio nel secondo!

 

 


Ti è mai capitato di sentirti come Dory, la simpatica pesciolina amica di Nemo, che vaga nell’Oceano sapendo che deve fare qualcosa di molto importante, solo che non ricorda esattamente cosa!

Come facciamo a ricordare informazioni complesse, come “P. Sherman, 42 Wallaby Way, Sidney!”?

  

 Non allarmiamoci! Capita a tutti di non ricordare qualcosa!

Come sappiamo, avere “buona memoria” è un vantaggio nella vita quotidiana e, in particolare, anche nello svolgere i compiti! 

Se non abbiamo una memoria innata “da delfino”, come per tutte le cose un “buon allenamento” permetterà di superare anche questo “ostacolo”!

 Per uno studio efficace vi proponiamo di utilizzare alcune strategie di “base” per migliorare la nostra memoria nello studio.

      •  Scomporre un testo in più paragrafi e i paragrafi in frasi e queste ultime in parole chiave aiuta a ricordare meglio e a potenziare la propria memoria.
      •  Associare una parola/un concetto ad un’immagine o addirittura creare dei collegamenti attraverso delle storie è, non solo un’ottima tecnica di memoria, ma sarà anche utile a coltivare la nostra immaginazione.
      •  Come Dory ci insegna, anche la ripetizione ad alta voce è un metodo efficace!

 Ma il vero segreto al fine di migliorare la memorizzazione consiste nel ripetere molte volte ad alta voce solo le parole chiave (poco e per più volte!).

 

 


 🎧Sarebbe bello indossare un paio di cuffie, avviare un audio-libro ed al mattino averne appreso l’intero contenuto! Purtroppo questo non è possibile…

😴 Esiste tuttavia un forte legame tra il sonno e le informazioni che ricordiamo.

🧠Il nostro cervello, infatti, anche se non è provvisto di un super-potere in grado di assorbire un’informazione ascoltata mentre dormiamo, ne possiede un altro molto potente: ottimizzare gli spazi in memoria! 🦸

👩‍🔬👨‍🔬Gli esperti del Wisconsin Center for Sleep and Consciousness hanno dimostrato che questa capacità si attiva principalmente durante specifici momenti del nostro sonno!

📈 I nostri “cassetti” della memoria durante il sonno vengono infatti svuotati di ciò che non viene utilizzato per molto tempo e rimpiazzati con ciò abbiamo appreso nel corso di quella giornata! 📚🎶

Mentre ciò che utilizziamo di frequente mantiene il suo posto, almeno finché resta in uso.

È un’operazione di notevole complessità, che richiede quindi un’organizzazione efficiente!

Durante il sonno, specialmente quello notturno, avvengono tante altre cose nel nostro cervello, ed ognuna di queste ha i suoi momenti.

💡È proprio per questo che dopo una sana dormita le nostre interrogazioni e compiti in classe hanno risultati migliori! Ci avevi mai fatto caso?

Se vuoi saperne di più sulla relazione tra sonno e apprendimento, contattaci!

 

 


 Abbiamo visto insieme come le nostre emozioni influenzano il nostro comportamento. Un’emozione piacevole farà si che cercherò ancora di vivere quell’esperienza. 

🎮Quando vinciamo una partita al nostro video-game preferito l’euforia del momento ci porterà a voler fare ancora un’altra partita (e far durare di più quella sensazione positiva)🤩.

Più raramente proviamo la stessa euforia nel momento in cui apriamo i libri per fare i compiti! 😩📚

Sono proprio le nostre emozioni a indicarci ciò che è significativo per noi e verso cui vale la pena indirizzare la nostra attenzione🔍. Per questo prestiamo maggiore attenzione a tutto ciò che ci fa provare sensazioni 🤩piacevoli (per prolungarle) e 😩spiacevoli (per evitarle).

⚠️SPOILER🧠: Il nostro cervello si è sviluppato per rilevare solo ciò che è significativo per noi, a prestare maggiore attenzione a ciò che può avvicinarci ai nostri obiettivi!

Possiamo pensare alla nostra attenzione come ad una lampada💡: illumina le informazioni per noi rilevanti, lasciando in ombra quelle che nella nostra esperienza si sono rivelate meno utili.

Ed è proprio così che funziona il nostro cervello quando facciamo i compiti! 📖

🧭Il modo migliore per direzionare efficacemente l’attenzione durante lo studio è quindi fare in modo che ciò che stiamo studiando susciti una sensazione piacevole nello studente, per esempio agganciando le proposte didattiche ai suoi interessi, a ciò che gli piace fare! 🎮🤸‍♀️🤸‍♂️

Tuttavia questo non è sufficiente: oltre ad orientare la lampada, è necessario avere energia sufficiente per farla funzionare!⚡ Dobbiamo quindi occuparci di rendere le richieste del compito adeguate alle risorse cognitive in possesso dello studente e di definire obiettivi capaci di sostenere la sua motivazione (e quindi l’attenzione) verso un compito.

Come fare?

Abbiamo visto che il miglior modo per sostenere la motivazione è far sì che gli obiettivi stabiliti siano rilevanti e raggiungibili: se percepisco di avere risorse sufficienti per affrontare un compito, allora dirigerò la mia attenzione su di esso; se invece mi aspetto di non riuscire, probabilmente non proverò neanche ad orientare le mie risorse su quel compito.

 


Sai perché spesso non ricordiamo cosa abbiamo sognato? 💭

Sembrerebbe che la differenza tra lo stato di coscienza durante il sonno 💤 e quello durante la veglia 👀 sia il motivo per cui è così difficile ricordare ciò che sogniamo. Infatti, tanto più il modo in cui mi sento quando voglio ricordare qualcosa è simile a come mi sono sentito quando l’ho appreso, tanto più sarà facile riuscire a ricordarmelo.

È stato dimostrato che la nostra capacità di ricordare funziona così...e non solo durante il sonno! 😴

Sappiamo bene che il modo in cui eseguiamo un compito è influenzato dal nostro grado di conoscenze a riguardo. Ma non basta conoscere: è indispensabile anche riuscire a ricordare le informazioni necessarie in quel momento!

Gli esperti hanno osservato che questa capacità è fortemente influenzata dal nostro stato emotivo, il quale varia nel corso della giornata così come il nostro stato di coscienza. Non siamo tuttavia sempre consapevoli di questi cambiamenti! Queste variazioni possono essere legate a circostanze specifiche, ad esempio a quanto ci accade in certi luoghi (scuola, casa, lavoro), in situazioni specifiche (soli, in gruppo, con il proprio miglior amico), in alcuni momenti della giornata (mattino, pomeriggio, sera) o anche solo in base alle condizioni metereologiche! ⛈️☀️

Se lo stato emotivo durante il momento del recupero sarà simile a quanto ho sperimentato nel momento in cui ho appreso, sarà anche più facile il ricordo. Viceversa, il ricordo potrebbe essere ostacolato da uno stato emotivo differente!

Sarà così molto impegnativo richiamare alla memoria le informazioni apprese nella calma della mia stanza nel bel mezzo di un’interrogazione inaspettata di fronte all’intera classe: PANICO!! 😱😱😱

⚠️Attenzione: la scienza ci dice che di fronte alla paura una probabile reazione è la fuga!! 🏃‍♀️🏃‍♂

Dunque: cosa fare per rendere meno terribile il momento delle verifiche e quindi facilitare il ricordo, anche durante un’interrogazione a sorpresa?

      •  Acquisiamo sicurezza nelle informazioni studiate: apprendere i contenuti non è sufficiente per una esposizione efficace. È necessario prendere confidenza con l’organizzazione di un discorso. Quindi: esercitiamoci nella presentazione verbale del materiale appreso!
      •  Rispettiamo i nostri tempi: non c’è un tempo prestabilito entro cui diventare efficaci. Impariamo ad apprezzare ogni risultati raggiunto, anche se non è quello che avremmo desiderato!
      • Ridimensioniamo le aspettative: sbagliare non significa essere sbagliati; nessuno studente è diventato efficace senza aver sperimentato dei fallimenti! 
      • Teniamo a mente che non possiamo avere il controllo di tutte le situazioni. Diamoci la possibilità di imparare dalle situazioni che ci colgono impreparati, piuttosto che biasimarci per non aver gestito al meglio la situazione: apriamoci all’imprevisto!

 


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