E’ importante sapere che esistono due tipologie di motivazione: la motivazione estrinseca e la motivazione intrinseca.

La motivazione intrinseca nasce all’interno della persona e si basa sui nostri valori, obiettivi e interessi ed è collegata al voler perseguire qualcosa di importante per noi.

La motivazione estrinseca invece è determinata dall’ambiente esterno (ricevere premi, evitare punizioni, ricevere approvazioni) ed è collegata al voler ottenere qualcosa di rilevante per noi.

Entrambe comunque attivano comportamenti orientati al raggiungimento di uno scopo.

 Ma cosa ci segnala che ci stiamo avvicinando ai nostri obiettivi? Le nostre emozioni ci vengono in aiuto!

 Riescono a informarci del raggiungimento o della compromissione dei nostri scopi in modo immediato e globale, determinando cosi lo sviluppo di ulteriori reazioni comportamentali.

Ecco che la rabbia manifestata da uno studente mentre svolge i compiti diventa una reazione comportamentale alla compromissione dei suoi scopi!

Utilizzare questa “lente” per leggere le emozioni può essere un valido strumento per il genitore e/o il tutor che ha come compito quello di aiutare lo studente a comprendere quali scopi vuole perseguire!

 Quindi...per motivare uno studente all'apprendimento è fondamentale conoscere i suoi scopi, ovvero cosa è importante per lui!

 


 

Quando il bambino incontra una difficoltà in un compito può sperimentare diverse emozioni tra cui paura e rabbia😨😡!

- Se il bambino teme l’errore potrebbe impiegare ancora più tempo nel fornire una risposta: anticiparlo o correggerlo potrebbe alimentare in lui il timore di sbagliare, rinforzando una scarsa fiducia nelle proprie capacità e nel tempo potrebbe contribuire nel determinare scarso impegno nei confronti delle attività scolastiche.

- Se il bambino è arrabbiato perché non riesce in un determinato compito, anticipare o sollecitare la risposta non fa altro che alimentare la frustrazione nei confronti del compito. Può essere invece utile e incoraggiante far presente che è normale incontrare delle difficoltà, così come fare degli errori. Lasciamo che si sperimenti; anche l’errore è un passo in avanti per scoprire nuove strategie di risoluzione. Ricordiamoci inoltre che a volte può rivelarsi utile prendersi una pausa dal compito e tornarci in un secondo momento.

 

Se un bambino impara con la gioia, la lezione si inciderà nella mente insieme alla gioia. Nella sua memoria resterà traccia dell’emozione positiva che gli dirà: Ti fa bene, continua a cercare!” - Daniela Lucangeli.

 


Può essere fuorviante parlare di emozioni positive e negative. 🙃

Se ci pensiamo un attimo in realtà tutte le emozioni ci sono utili: ad esempio paura e rabbia possono segnalarci che ci stiamo allontanando dai nostri obiettivi! 🎯

Durante una festa con gli amici possiamo invece provare una sensazione di piacevolezza, sentirci allegri e felici. Questo farà sì che cercheremo di prolungare quella sensazione gradevole oppure faremo in modo che accada di nuovo al più presto.

Ma cosa avviene durante lo studio?

  •  Davanti al pericolo o la minaccia di un fallimento (ansia), cercherò in tutti modi di evitare o di fuggire da quella situazione.

  •  Dopo aver dedicato tempo allo studio, un esito negativo o un rimprovero possono suonare come una vera ingiustizia portandomi a reagire con rabbia verso la situazione e verso gli altri (insegnanti, genitori/tutor) che mi costringono a studiare senza ottenere un riconoscimento.

  •  Davanti a continui rimproveri o brutti voti, potrei scoraggiarmi (tristezza) e decidere che alla fine tutto è inutile, che non ce la farò mai e quindi potrei arrivare a rinunciare a qualsiasi tentativo. 

 Le difficoltà tuttavia non possono sparire come per magia dalla vita di uno studente. Quindi cosa fare per aiutarlo a gestire quei momenti?

 💁‍♂️ Alleniamoci a riconoscere cosa sta provando e cerchiamo insieme il significato di quell'emozione: 

ne ridurrà l’impatto negativo e con più probabilità si potrà guardare agli eventi sotto una nuova luce💡, così che anche gli incidenti di percorso acquisiranno un significato nuovo: 💁🏻‍♀️ 

  •   il timore di un insuccesso diventerà la molla che mi farà impegnare di più 

  •  il fastidio per un mancato riconoscimento mi aiuterà a riconoscere le mie difficoltà e mi spingerà a migliorare

  •  gli insuccessi saranno ostacoli che sono in grado di superare.

Se mi sento in grado di affrontare le sfide che si presentano durante lo studio, sarà più facile sentirmi gratificato, interessato e motivato ad affrontarne di nuove. ✌️ 

 


Avete mai notato quanto le emozioni influenzano il nostro comportamento?

☀️ Dopo diversi giorni senza la possibilità di uscire, una bella giornata di sole ci farà desiderare di fare qualche attività all’aria aperta.

📚 E se prima ci fossero i compiti da portare a termine? Sarà facile farsi distrarre dal pensiero di voler andare fuori e magari incontrare i nostri amici per giocare! 🤸‍♀️🤸‍♂️

🤔💭Ma come facciamo a favorire la gestione degli stati emotivi che interferiscono con lo svolgimento dei compiti?

Ecco alcuni suggerimenti:

Riconoscere l’emozione- validare: una delle reazioni più frequenti di fronte ad uno studente distratto è il rimprovero. Sebbene la nostra intenzione possa essere quella di motivarlo a concentrarsi, tuttavia risulta spesso inefficace, quando non controproducente! Il rimprovero infatti genera frustrazione ed ostacola il ripristino di uno stato emotivo più neutrale, che andrebbe a liberare risorse mentali utili per dedicarsi allo studio. Chiedere il perché di un comportamento aiuta invece lo studente a riflettere sul proprio vissuto, a riconoscere e verbalizzare le proprie emozioni in quella specifica situazione. Imparare ad associare gli eventi al nostro stato emotivo è il primo passo per apprendere come gestirle.

 

Definire obiettivi – stabilire routine: l’impazienza che si prova nel voler uscire di casa a giocare in una bella giornata di sole non è sbagliata in sé; può essere utile riflettere insieme sul momento opportuno in cui soddisfare quel bisogno. Proprio per questo è importante parlarne insieme. Anche se non comprendiamo appieno o non condividiamo il bisogno espresso, è utile comunicare allo studente che ciò che desidera è importante! Il nostro compito è dunque quello di guidarlo nel riconoscere il bisogno che sta producendo quel comportamento ed aiutarlo nella definizione dei tempi opportuni di svolgimento.

Possiamo iniziare col definire dei momenti specifici in cui inserire le attività importati per lo studente, ritagliando un momento specifico da dedicare ai compiti (vedi il nostro articolo: Creare una routine). Promuovere l’individuazione dei propri obiettivi aiuta a non scoraggiarsi di fronte alla difficoltà e ad apprezzare maggiormente i propri successi. È importante assicurarsi che gli obiettivi che ci poniamo siano realizzabili: obiettivi troppo distanti potrebbero demotivare lo studente tanto quanto obiettivi troppo facilmente raggiungibili, quindi poco stimolanti.

 

Gestire le priorità – valori: Gli obiettivi sono guidati dai nostri valori e possono orientarci nel definire e gestire le priorità personali. Nel corso dello sviluppo i valori sono principalmente appresi dagli adulti di riferimento. Per questo motivo, è fondamentale saper differenziare tra valori e obiettivi nell’apprendimento. Ad esempio, offrire occasioni di apprendimento a nostro figlio (es., farlo partecipare ad un doposcuola specialistico) potrebbe essere un comportamento orientato verso il nostro valore “avere una buona istruzione”. Tale valore può essere perseguito attraverso l’acquisizione della maggiore autonomia possibile nello studio (obiettivo generale). Sperimentarmi con costanza nello studio mi permette di trovare le soluzioni per me più efficaci (obiettivo specifico). Per questo motivo risulta importante svolgere i compiti assegnati (anche nei giorni in cui faremmo di tutto pur di essere altrove!).

Quindi:

Obiettivo: diventare autonomo nell’apprendimento/fare i compiti del giorno

Valore: avere una buona istruzione.

Attenzione: si corre il rischio che gli obiettivi diventino i nostri valori. Prendere sempre buoni voti non è un valore!

 

Gratificarsi: portare a termine gli obiettivi generalmente è di per sé gratificante. Tuttavia non siamo sempre in grado di riconoscere il raggiungimento di uno specifico obiettivo. Una buona gestione delle priorità ci aiuta a definire in modo chiaro i nostri obiettivi, dando cosi valore ad ogni traguardo raggiunto, anche i più piccoli , e tirandoci su nei momenti di sconforto. Ma prima che la gioia per i nostri traguardi sia tale da stimolarci a raggiungerne altri (motivazione intrinseca all’apprendimento), è importante aiutare lo studente a riconoscere gli obiettivi raggiunti e incoraggiarlo quando muove un passo in quella direzione! Nel frattempo possiamo prevedere un piccolo riconoscimento ogni volta che i compiti sono svolti in tempo: il suo snack preferito, tempo extra per un’attività gradita...a volte basta anche solo complimentarsi per il traguardo raggiunto per alimentare la motivazione!


Supponiamo di osservare due studenti della stessa classe svolgere i compiti. Potrebbe accadere che uno a fronte di un errore se ne dispiaccia e cerchi di attivare delle risorse per risolverlo e che l'altro invece chiuda i libri e non ne voglia più sapere. La situazione è la stessa per entrambi gli studenti: svolgere i compiti! 📚

 Ma le loro reazioni sono completamente diverse. Il perché è chiaro: stanno sperimentando emozioni diverse! 🤔 Sperimentare le emozioni è quanto di più naturale e necessario; tuttavia riconoscerle, accoglierle e gestirle non è cosi semplice!

Per questo è utile avere una guida esperta capace di supportare lo studente in questo processo. Vediamo insieme come! 

  1. Riconoscere- Le emozioni sono come uno spettro di colori🌈: ci attraversano, ma non sempre siamo capaci di dare loro un nome. Una guida esperta può aiutare lo studente a diventare consapevole delle proprie emozioni e a saper dare loro un nome che gli consenta di comunicare agli altri cosa prova. Per fare questo quindi è importante osservare lo studente ed i suoi comportamenti. Imparare a riconoscere l’emozione dell’altro significa accoglierla, accettarla e non giudicarla!
  2. Verbalizzare- Aiutare qualcuno a riconoscere una sua emozione è fondamentale ma non sufficiente. Lo studente potrebbe infatti avere difficoltà nel descrivere (verbalizzare) ciò che sta provando. Spesso non è facile indicare, utilizzando un termine adeguato, qual è lo stato d'animo che si prova in un determinato momento. È frequente la tendenza ad utilizzare termini vaghi oppure a usare la stessa parola per indicare emozioni diverse. Verbalizzare ciò che sentiamo significa allenarci a usare un linguaggio ricco e variegato: tanto più vasto sarà il nostro repertorio, tanto più migliorerà la capacità di descrivere ciò che viene sperimentato. Ad esempio usando frasi come: “Hai paura?” “Sei arrabbiato?” “Ti va di parlarne?” Etichettare l’emozione (attribuendole il nome di tristezza, rabbia, ansia, etc.) però potrebbe non bastare. Se abbiamo a che fare con studenti più grandi discutere con loro il significato dell’emozione può aiutarci a comprendere meglio. Ad esempio, lo studente che si arrabbia di fronte all’errore potrebbe avere pensieri del tipo “non riuscirò mai a risolvere l’esercizio, non ce la faccio, non è giusto! Non lo sopporto!” e continuare con pensieri del tipo “sono un buono a nulla, non valgo niente...”. Molti studenti infatti comunicano la loro tristezza con comportamenti di rabbia, per questo parlare in maniera esplicita dell’emozione aiuta a comprendere meglio le motivazioni sottostanti a determinati comportamenti.

 

 

Avere una guida esperta che possa indirizzarci è fondamentale nella nostra quotidianità, non solo per capire quali comportamenti possono essere più vantaggiosi ma anche per comprendere ciò che sperimentiamo! 

Ad esempio, quando al termine di una espressione matematica il risultato è diverso da quello che indica il libro può succedere di sentirsi delusi e tristi...😞😢 tuttavia ci armiamo di pazienza e ci riproviamo... 😤ma se dopo numerosi tentativi proprio non riusciamo inizieremo a essere frustrati e stanchi e con una buona probabilità inizieremo ad arrabbiarci prendendocela con noi stessi, con l'insegnante e con chiunque stia provando a lavorare con noi. 😠😡

La nostra rabbia è normale; tuttavia ci è poco d'aiuto nel raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati: svolgere l'esercizio! Ecco che avere l'aiuto di una guida esperta è utile non solo per rivedere i procedimenti svolti ma anche e sopratutto per comprendere che è normale provare rabbia, tensione e frustrazione quando non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi.

Le emozioni infatti assumono un ruolo centrale nella vita degli esseri umani. Lo stato emotivo è collegato allo stato di benessere o malessere delle persone e ne influenza le azioni. Conoscere le proprie emozioni significa riconoscerle e verbalizzarle: comprendere come queste siano collegate alle nostre azioni significa normalizzare le emozioni e modellare i comportamenti.

  1. Normalizzare- Limita i comportamenti ma non le emozioni: quando una persona sperimenta un’emozione, ad esempio rabbia, dirle di calmarsi o punirla per quell'emozione non cambierà il fatto che si senta arrabbiata. Al contrario, interventi di questo tipo comunicano che le emozioni sono “cattive” o “sbagliate”, così la persona che le sperimenta cercherà di reprimerle con conseguenze dannose sul proprio sviluppo. Comunicare che tutte le emozioni sono importanti e che queste, seppur alcune volte possano risultare scomode, non sono mai pericolose è fondamentale per ottenere una maggiore consapevolezza.
  2. Modellare- Proprio perché è normale provare emozioni, è fondamentale sapere che queste sono collegate ai nostri comportamenti. Per questo è importante evidenziare la differenza tra le azioni e le emozioni che proviamo. Può essere utile a tal fine mettere in evidenza che possiamo scegliere il modo in cui ci comportiamo, anche quando sperimentiamo emozioni particolarmente intense. Ad esempio: va bene arrabbiarsi, ma non è appropriato colpire gli altri o lanciare gli oggetti. Osservare le reazioni di una guida esperta inoltre sarà fondamentale per comprendere i vantaggi di un determinato comportamento. È proprio l'atteggiamento delle figure di riferimento ad insegnare allo studente le strategie per gestire i propri vissuti emotivi. Per questo risulta fondamentale assumere un atteggiamento calmo e coerente.

 


Ognuno di noi è diverso dall'altro, sia nella personalità che nelle abilità.

Allo stesso modo, non tutti siamo bravi nelle stesse cose. Ci saranno cose che realizzeremo con più facilità 😁 rispetto ad altri ed altre che ci costeranno più fatica. 😫 Il fatto che ci risultino più difficili da eseguire non significa che non riusciremo a portarle a termine.

Ciò che alcuni di noi realizzano in poche ore, ad altri richiederà più tempo e dedizione. Vuol dire che non siamo bravi abbastanza ? 🤨 NO! Semplicemente che siamo tutti diversi!

Tuttavia a volte sentirsi diversi dagli altri significa sperimentare delusione.😞 Ma cosa significa sentirsi deluso? .

Come quando un nostro amico è riuscito a raggiungere un risultato tanto sperato 🤩🤩 e ci racconta di come ha fatto..cosi, desiderosi di raggiungere lo stesso risultato, ascoltiamo i suoi suggerimenti e ci proviamo anche noi🤓..ma i risultati non sono quelli sperati! 😖🤯😳

Probabilmente proveremo un mix di emozioni: inizialmente potremmo provare un po' di rabbia😤😠😡🤬 nei confronti di noi stessi, perché non siamo riusciti a fare le cose come il nostro amico; poi potremmo provare un po' di fastidio e di invidia😠 anche verso di lui semplicemente perché è riuscito! A questo punto è probabile che la rabbia, il fastidio e l'invidia possano trasformarsi in tristezza 🙁😭, accompagnata anche da un po' di paura 😨😰: il timore di non riuscire mai a svolgere le cose come gli altri, continuando a sentire quel terribile senso diffuso di errore generale che alimenterà la nostra tristezza.

Immaginiamo ora uno studente che si confronta con i suoi compagni di classe: tutti riescono a svolgere i compiti in classe nel tempo stabilito dall'insegnante 💁‍♀💁‍♂.. tutti tranne lui 🙍‍♀🙍‍♂! Così spesso finisce con il consegnare un compito non completo perché il tempo a disposizione è scaduto. Immaginiamo come possa sentirsi.. la delusione potrebbe essere molta! Immaginiamo ora che sperimenti questo stato tutte le volte che c'è un compito a tempo ⏱️🕐⏳. Molto probabilmente perderà motivazione e tenderà a rinunciare, iniziando a pensare di essere incapace e inefficace.

Eppure non riuscire a fare le cose come gli altri non significa essere incapace o inefficace, piuttosto... significa conoscersi di più 🥰😊💁‍♀, acquisire consapevolezza di ciò che è meglio per noi dandoci la possibilità di sviluppare nuove strade, nuovi percorsi o nuove vie di apprendimento per raggiungere i risultati desiderati.

 

 


Vai all'inizio della pagina